La Cittadinanza Attiva

Lo spazio pubblico non deve più essere uno spazio chiuso e protetto: una miriade di nuovi soggetti vuole dire la sua e pretende di discutere di tutte le grandi questioni che riguardano il nostro futuro.
Un partito capace di aprirsi e mettersi in discussione, di accettare la sfida della discussione e della mobilitazione sarebbe un partito forte e vitale. Chi pensa che i partiti non debbano ridursi ad agenzie di collocamento per aspiranti consiglieri ed assessori, ma debbano tornare ad essere catalizzatori di idee e di passioni, dovrebbe accettare la sfida della cittadinanza attiva, di quella cittadinanza che non vuole limitare l’esercizio dei propri diritti al solo momento delle elezioni.
Tra l’una scadenza e l’altra ci sono infatti tanti momenti cruciali di mobilitazione e tanti temi da non lasciare nelle mani dei grandi interessi e delle segreterie dei partiti: la gestione e il controllo del territorio, la salvaguardia dell’ambiente, della salute e dell’istruzione pubblica, il diritti al lavoro, la tutela della bellezza. Ecco perché quando ci si avvicina alle scadenze elettorali occorre mettere a fuoco strumenti capaci di allargare il peso dei cittadini, di chiamarli a discutere e a decidere dei programmi e dei candidati. Le primarie non sono uno strumento perfetto, ma hanno un ruolo importante in questo processo di allargamento dello spazio pubblico, di mobilitazione dei cittadini e di allenamento alle passioni democratiche.

Il cittadino è l’incrocio tra diritti e doveri, tra passione e ragione, tra l’amore per la libertà e quello per la giustizia. Per custodire la cittadinanza, l’invenzione più delicata e preziosa dell’Occidente, non bastano i politici di mestiere, occorre che ogni giorno la passione civile trovi nuovi protagonisti. Né basta soltanto selezionare nuovi candidati, occorre cambiare permanentemente il rapporto tra il cittadino e la politica. Le insidie del potere possono risucchiare anche gli homines novi. L’unica garanzia contro questo rischio è che sia sempre in moto la cittadinanza attiva, quella spinta inquieta che ricorda continuamente che le istituzioni appartengono a tutti e nessuno ha il diritto di sequestrarle.

Vincenzo Costantino