È con immenso dispiacere apprendere dai media locali della grave situazione che sono costretti a subire i dipendenti del Cissaca, gli operatori delle Cooperative Sociali che, per responsabilità indirette, vedono il loro futuro lavorativo sempre più incerto.
Stiamo parlando di Operatori Sociali che quotidianamente garantiscono a domicilio, e non solo, prestazioni socio-assistenziali a persone anziane, disabili, non autosufficienti, malati terminali, minori oltre a garantire l’erogazione di contributi e sostegno a cittadini e famiglie in condizioni di disagio.
Sul nostro territorio circoscrizionale sono molte le persone che usufruiscono dei servizi del Cissaca e molte di queste, posso dire che li conosco personalmente, non solo per il ruolo istituzionale ma anche per il lavoro che svolgo, che mi vede quotidianamente toccare con mano la sofferenza, la malattia, la povertà, il disagio.
Ora sapere che il Comune di Alessandria è moroso da più di un anno nei confronti del Cissaca di una cifra considerevole e che a pagarne le conseguenze siano gli operatori ma soprattutto i cittadini, questo mi sembra una cosa che non può essere accettata.
Se all’unanimità si afferma che chi eroga servizi, in questo caso il Cissaca, lo fa con professionalità allora chiediamo a chi oggi ha responsabilità di governo (Comune e Provincia) ed è moroso nei confronti del Cissaca, di non tergiversare, di pagare i debiti per far si che centinaia di operatori possano continuare ad occuparsi di quei cittadini che ogni giorno, sul nostro territorio e non solo, chiedono umilmente di essere accuditi.
Se questo non avverrà in tempi ragionevoli le conseguenze saranno: Cissaca al collasso, cooperative sociali allo sbando, servizi ridotti; e a pagare tutto ciò il cittadino/utente che vive doppiamente il disagio: quello sociale per la sua condizione, e umano in quanto umiliato nella sua dignità come persona.
Penso che alla luce di quello che sta accadendo vi siano le condizioni per intraprendere eventuali azioni legali nei confronti delle Istituzioni per “interruzione di servizio pubblico o di pubblica necessità (c.p. art.331-340). Se la situazione dovesse ulteriormente peggiorare, molti di quelle persone da me interpellate potrebbero mobilitarsi per garantire loro un diritto ed io sarò al loro fianco.

Vincenzo COSTANTINO